A cura di Gianluca Pedemonte

L’importanza dei comportamenti sostenibili

 

Riportiamo la video intervista pubblicata il 15 settembre 2020 sul sito del progetto Rotary per la sostenibilità di cui Scuola di Robotica è partner. Di seguito un estratto dell’intervista. 

 

Il Prof. Fabio Tosolin, Presidente della Società Scientifica Italiana di Analisi del Comportamento (AARBA), sottolinea l’importanza dell’Analisi Applicata del Comportamento o Applied Behavior Analysis (ABA), una disciplina scientifica come l’ingegneria, la medicina, la fisica, la chimica, che ha come oggetto il comportamento degli esseri viventi e in particolare dell’uomo, in cima alla scala evolutiva. Questa Scienza Naturale si occupa dei più disparati ambiti della vita umana, quali per esempio la sicurezza sul lavoro, o la prevenzione delle infezioni attraverso l’adozione di comportamenti adeguati.

Il processo denominato Behavior Based Safety (BBS), o sicurezza basata sul comportamento, è oggi quanto di più avanzato ed efficace si possa realizzare in una organizzazione produttiva, di servizi, religiosa, ludica o sportiva per ridurre gli incidenti durante qualunque tipo di attività organizzata, come dimostrato attraverso centinaia di studi randomizzati/controllati e metanalisi comparative, da studiosi di tutto il mondo, negli ultimi 50 anni. A maggior ragione ciò vale nell’attuale circostanza pandemica per le strutture sanitarie, in primis gli ospedali.

Questo metodo si è affermato in modo tumultuoso nella nostra industria soprattutto a partire dai primi anni 2000, diventando da 16-17 anni anche materia di insegnamento al Corso di Laurea in Ingegneria della Sicurezza, al Politecnico di Milano.

Oltre che per motivare le persone ad adottare quei comportamenti necessari per la nostra salute e sicurezza, che sappiamo ma non sempre vogliamo fare, questa scienza può essere usata anche per ottenere di apprendere nuovi, sconosciuti comportamenti, anche molto complessi. Motivazione e apprendimento di nuovi stili di vita e di lavoro che costituiscono il primato evolutivo dell’uomo sul pianeta, essendo la specie umana di gran lunga la più capace di modificare il proprio modo di agire con velocità e duttilità inarrivabili per tutte le altre specie.

Nel corso dei millenni le contingenze atte a ottenere modificazioni comportamentali sono state gestite direttamente dall’uomo (insegnanti, leader, dirigenti, condottieri e istruttori sono tutte figure deputate a un solo importante fine: ottenere nuovi e più adattativi comportamenti da singoli e gruppi). Siamo però oggi alle soglie di un nuovo umanesimo, in cui la possibilità di promuovere comportamenti di miliardi di persone può essere affidata alle macchine. Macchine sempre pensate e sviluppate da uomini, ma in grado di motivare e insegnare come nessun insegnante o manager potrebbero, grazie allo sviluppo tecnologico e alla possibilità dell’informatica e della robotica.

Il comportamento è al 99% dei casi alla base di tutto quello che ci succede – incidenti sul lavoro, incidenti in strada e persino disastri ambientali o malattie come l’epatite, il diabete o i tumori polmonari. La scienza del comportamento ci aiuta a prevedere i comportamenti e a controllarli, come avviene in qualunque scienza, consentendoci per la prima volta nella storia di comprendere e modificare il modo d’agire di una persona analizzando e misurando gli eventi del suo ambiente. Sappiamo infatti che tutti i comportamenti umani sono evocati solo e unicamente dagli stimoli antecedenti, cioè quelli che precedono il comportamento (freniamo se percepiamo visivamente un ostacolo e acceleriamo se percepiamo la via libera o il semaforo verde; rispondiamo “quattro” se sentiamo la domanda “2×2?”, ma cambiamo la risposta in “81” se sentiamo il quesito “9×9?”).

Tuttavia resta da spiegare perché davanti agli stessi stimoli, e.g. il semaforo giallo”, alcuni di noi frenano, mentre altri adottano il comportamento opposto, accelerando. Ciò si spiega considerando un’altra, categoria di stimolazioni sensoriali: le Conseguenze. Quali saranno nelle circostanze della vita i nostri comportamenti motori, quelli cognitivi-verbali e quelli emotivi dipende unicamente da questi stimoli, conseguenti. È infatti soltanto l’esito percepito delle nostre azioni che ne determina l’inibizione futura o lo sviluppo (smettiamo prontamente di accarezzare un cane se ci morde, aumentiamo la propensione a mangiare in un ristorante se vi ci siamo trovati bene; chiediamo un favore a chi in passato ce lo abbia fatto volentieri; riduciamo le richieste a chi ce lo abbia negato umiliandoci; torniamo a premere una sequenza di tasti sul PC se conduce a un esito di successo).

La ricerca scientifica ci ha dimostrato che l’uomo è l’essere del creato che più di ogni altro è in grado di modificare il proprio comportamento, infinite volte nella vita, in funzione delle conseguenze, cosa che ci ha permesso di diventare la specie dominante sul pianeta., capace di sopravvivere adattandosi attivamente ai mutamenti dell’ambiente.

Il beneficio per l’umanità di queste conoscenze che consentono di mettere in campo metodi più efficaci di cambiare il comportamento è immenso. E stiamo per imprimere un’accelerazione enorme a questa capacità attraverso l’uso intelligente di macchine: macchine per insegnare nuovi comportamenti complessi. Da quando per esempio utilizziamo macchine per insegnare come i simulatori di volo, abbiamo ridotto gli incidenti aerei a livelli estremamente bassi. Da quando disponiamo di videogiochi elettronici, un bambino orfano e analfabeta di 4 anni può trovare affascinante imparare migliaia di manovre e ragionamenti complessi in un videogame, nell’arco di pochi minuti, semplicemente ricevendo dalla macchina migliaia di stimoli, di feedback. Virtualmente senza istruttori o manuali d’uso, e senza estenuanti richieste di “applicarsi” da parte di altri esseri umani. È la macchina, da sola, a farsi carico della motivazione, sia dell’apprendimento.

Ma la scienza del comportamento non si occupa soltanto di apprendimento e svago: la prima e la seconda causa di morte in Europa sono i tumori e gli infarti, ma la terza causa è costituita da comportamenti inadeguati. L’anno scorso in Italia sono morte 1.000 persone per incidenti sul lavoro, 3.000 per incidenti automobilistici e si stima 49.000 per infezioni ospedaliere o altri eventi avversi causati da comportamenti inadeguati.

Rispondendo ad un’ultima domanda sui comportamenti corretti da adottare per contrastare il Covid-19 nei prossimi mesi, il Prof. Tosolin premette che i comportamenti sono correttamente dettati dai virologhi, dagli infettivologi, dagli epidemiologi, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Istituto Superiore di Sanità. Questo tuttavia rappresenta soltanto il “cosa” fare per prevenire le infezioni, senza poter di per sé garantire che i comportamenti virtuosi siano effettivamente adottati dalla popolazione; la scienza del comportamento permette di superare l’ultimo ostacolo, suggerendo “come” si debbano strutturare le contingenze ambientali affinché tutti agiscano con alta frequenza e precisione in accordo con le prescrizioni delle autorità e dei medici.

Tutti infatti ben conosciamo quali debbano essere i comportamenti di prevenzione delle infezioni – distanziamento, uso della mascherina, norme igieniche, lavare le mani e gli oggetti quando toccati da più persone. Assai più difficile è come riuscire ad ottenere i comportamenti corretti. Per questa ragione, in tutte le organizzazioni, in una fabbrica, in una nave, in una scuola, in una chiesa o in una sala da ballo occorre costruire delle regole attraverso le quali realizzare un processo di sicurezza comportamentale. Una scuola che voglia evitare l’infezione dei propri studenti, docenti e personale scolastico dovrebbe dotarsi di tre o quattro liste (checklist), anche su carta, dei comportamenti elementari, osservare i comportamenti di gruppi, ad esempio di una classe, misurarli e dare un feedback positivo o negativo in funzione di ciascuna azione osservata.

Basterebbe questo per cambiare i comportamenti. Infatti l’essere umano è guidato nelle scelte delle sue azioni dalle conseguenze immediate e frequenti. Il combinato fra immediatezza e frequenza fa sì che si possa cambiare i comportamenti anti-COVID anche in un solo giorno. Il comportamento, oltre a tutto, è la soluzione più sostenibile e praticabile anche in tempi di ristrettezze e vincoli economici: il comportamento infatti, non costa.

A cura di Gianluca Pedemonte

L’importanza dei comportamenti sostenibili

 

Riportiamo la video intervista pubblicata il 15 settembre 2020 sul sito del progetto Rotary per la sostenibilità di cui Scuola di Robotica è partner. Di seguito un estratto dell’intervista. 

 

Il Prof. Fabio Tosolin, Presidente della Società Scientifica Italiana di Analisi del Comportamento (AARBA), sottolinea l’importanza dell’Analisi Applicata del Comportamento o Applied Behavior Analysis (ABA), una disciplina scientifica come l’ingegneria, la medicina, la fisica, la chimica, che ha come oggetto il comportamento degli esseri viventi e in particolare dell’uomo, in cima alla scala evolutiva. Questa Scienza Naturale si occupa dei più disparati ambiti della vita umana, quali per esempio la sicurezza sul lavoro, o la prevenzione delle infezioni attraverso l’adozione di comportamenti adeguati.

Il processo denominato Behavior Based Safety (BBS), o sicurezza basata sul comportamento, è oggi quanto di più avanzato ed efficace si possa realizzare in una organizzazione produttiva, di servizi, religiosa, ludica o sportiva per ridurre gli incidenti durante qualunque tipo di attività organizzata, come dimostrato attraverso centinaia di studi randomizzati/controllati e metanalisi comparative, da studiosi di tutto il mondo, negli ultimi 50 anni. A maggior ragione ciò vale nell’attuale circostanza pandemica per le strutture sanitarie, in primis gli ospedali.

Questo metodo si è affermato in modo tumultuoso nella nostra industria soprattutto a partire dai primi anni 2000, diventando da 16-17 anni anche materia di insegnamento al Corso di Laurea in Ingegneria della Sicurezza, al Politecnico di Milano.

Oltre che per motivare le persone ad adottare quei comportamenti necessari per la nostra salute e sicurezza, che sappiamo ma non sempre vogliamo fare, questa scienza può essere usata anche per ottenere di apprendere nuovi, sconosciuti comportamenti, anche molto complessi. Motivazione e apprendimento di nuovi stili di vita e di lavoro che costituiscono il primato evolutivo dell’uomo sul pianeta, essendo la specie umana di gran lunga la più capace di modificare il proprio modo di agire con velocità e duttilità inarrivabili per tutte le altre specie.

Nel corso dei millenni le contingenze atte a ottenere modificazioni comportamentali sono state gestite direttamente dall’uomo (insegnanti, leader, dirigenti, condottieri e istruttori sono tutte figure deputate a un solo importante fine: ottenere nuovi e più adattativi comportamenti da singoli e gruppi). Siamo però oggi alle soglie di un nuovo umanesimo, in cui la possibilità di promuovere comportamenti di miliardi di persone può essere affidata alle macchine. Macchine sempre pensate e sviluppate da uomini, ma in grado di motivare e insegnare come nessun insegnante o manager potrebbero, grazie allo sviluppo tecnologico e alla possibilità dell’informatica e della robotica.

Il comportamento è al 99% dei casi alla base di tutto quello che ci succede – incidenti sul lavoro, incidenti in strada e persino disastri ambientali o malattie come l’epatite, il diabete o i tumori polmonari. La scienza del comportamento ci aiuta a prevedere i comportamenti e a controllarli, come avviene in qualunque scienza, consentendoci per la prima volta nella storia di comprendere e modificare il modo d’agire di una persona analizzando e misurando gli eventi del suo ambiente. Sappiamo infatti che tutti i comportamenti umani sono evocati solo e unicamente dagli stimoli antecedenti, cioè quelli che precedono il comportamento (freniamo se percepiamo visivamente un ostacolo e acceleriamo se percepiamo la via libera o il semaforo verde; rispondiamo “quattro” se sentiamo la domanda “2×2?”, ma cambiamo la risposta in “81” se sentiamo il quesito “9×9?”).

Tuttavia resta da spiegare perché davanti agli stessi stimoli, e.g. il semaforo giallo”, alcuni di noi frenano, mentre altri adottano il comportamento opposto, accelerando. Ciò si spiega considerando un’altra, categoria di stimolazioni sensoriali: le Conseguenze. Quali saranno nelle circostanze della vita i nostri comportamenti motori, quelli cognitivi-verbali e quelli emotivi dipende unicamente da questi stimoli, conseguenti. È infatti soltanto l’esito percepito delle nostre azioni che ne determina l’inibizione futura o lo sviluppo (smettiamo prontamente di accarezzare un cane se ci morde, aumentiamo la propensione a mangiare in un ristorante se vi ci siamo trovati bene; chiediamo un favore a chi in passato ce lo abbia fatto volentieri; riduciamo le richieste a chi ce lo abbia negato umiliandoci; torniamo a premere una sequenza di tasti sul PC se conduce a un esito di successo).

La ricerca scientifica ci ha dimostrato che l’uomo è l’essere del creato che più di ogni altro è in grado di modificare il proprio comportamento, infinite volte nella vita, in funzione delle conseguenze, cosa che ci ha permesso di diventare la specie dominante sul pianeta., capace di sopravvivere adattandosi attivamente ai mutamenti dell’ambiente.

Il beneficio per l’umanità di queste conoscenze che consentono di mettere in campo metodi più efficaci di cambiare il comportamento è immenso. E stiamo per imprimere un’accelerazione enorme a questa capacità attraverso l’uso intelligente di macchine: macchine per insegnare nuovi comportamenti complessi. Da quando per esempio utilizziamo macchine per insegnare come i simulatori di volo, abbiamo ridotto gli incidenti aerei a livelli estremamente bassi. Da quando disponiamo di videogiochi elettronici, un bambino orfano e analfabeta di 4 anni può trovare affascinante imparare migliaia di manovre e ragionamenti complessi in un videogame, nell’arco di pochi minuti, semplicemente ricevendo dalla macchina migliaia di stimoli, di feedback. Virtualmente senza istruttori o manuali d’uso, e senza estenuanti richieste di “applicarsi” da parte di altri esseri umani. È la macchina, da sola, a farsi carico della motivazione, sia dell’apprendimento.

Ma la scienza del comportamento non si occupa soltanto di apprendimento e svago: la prima e la seconda causa di morte in Europa sono i tumori e gli infarti, ma la terza causa è costituita da comportamenti inadeguati. L’anno scorso in Italia sono morte 1.000 persone per incidenti sul lavoro, 3.000 per incidenti automobilistici e si stima 49.000 per infezioni ospedaliere o altri eventi avversi causati da comportamenti inadeguati.

Rispondendo ad un’ultima domanda sui comportamenti corretti da adottare per contrastare il Covid-19 nei prossimi mesi, il Prof. Tosolin premette che i comportamenti sono correttamente dettati dai virologhi, dagli infettivologi, dagli epidemiologi, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Istituto Superiore di Sanità. Questo tuttavia rappresenta soltanto il “cosa” fare per prevenire le infezioni, senza poter di per sé garantire che i comportamenti virtuosi siano effettivamente adottati dalla popolazione; la scienza del comportamento permette di superare l’ultimo ostacolo, suggerendo “come” si debbano strutturare le contingenze ambientali affinché tutti agiscano con alta frequenza e precisione in accordo con le prescrizioni delle autorità e dei medici.

Tutti infatti ben conosciamo quali debbano essere i comportamenti di prevenzione delle infezioni – distanziamento, uso della mascherina, norme igieniche, lavare le mani e gli oggetti quando toccati da più persone. Assai più difficile è come riuscire ad ottenere i comportamenti corretti. Per questa ragione, in tutte le organizzazioni, in una fabbrica, in una nave, in una scuola, in una chiesa o in una sala da ballo occorre costruire delle regole attraverso le quali realizzare un processo di sicurezza comportamentale. Una scuola che voglia evitare l’infezione dei propri studenti, docenti e personale scolastico dovrebbe dotarsi di tre o quattro liste (checklist), anche su carta, dei comportamenti elementari, osservare i comportamenti di gruppi, ad esempio di una classe, misurarli e dare un feedback positivo o negativo in funzione di ciascuna azione osservata.

Basterebbe questo per cambiare i comportamenti. Infatti l’essere umano è guidato nelle scelte delle sue azioni dalle conseguenze immediate e frequenti. Il combinato fra immediatezza e frequenza fa sì che si possa cambiare i comportamenti anti-COVID anche in un solo giorno. Il comportamento, oltre a tutto, è la soluzione più sostenibile e praticabile anche in tempi di ristrettezze e vincoli economici: il comportamento infatti, non costa.