Scuola di Robotica è un’associazione no profit fondata nel 1999 da Gianmarco Veruggio , Fiorella Operto e Riccardo Bono, con l’intento di superare la divisione tra le “due culture” (scientifica e umanistica) non più adeguata a comprendere il travolgente sviluppo della robotica. Il principale obiettivo di Scuola di Robotica è la promozione della cultura mediante attività di istruzione, formazione, educazione e divulgazione delle arti e delle scienze coinvolte nel processo di sviluppo della robotica e delle nuove tecnologie.
Nel corso degli anni Scuola di Robotica è diventata un punto di riferimento nazionale e internazionale per molte attività di ricerca e applicazione della robotica nei settori più vari della società come la didattica, l’ecologia e le disabilità. Scuola di Robotica è partner di moltissimi progetti europei e dal 2009 è stata certificata come ente formatore dal Ministero dell’istruzione, l’Università e la ricerca per l’aggiornamento del personale docente.
La robotica è la vera frontiera tecnologica attuale ed è qualcosa che potrà cambiare radicalmente il nostro mondo. Dal punto di vista economico, industriale e aziendale è fondamentale avere generazioni di cittadini capaci di utilizzare le nuove tecnologie in maniera creativa e non passiva.
Se pensiamo agli anni novanta, la grande sconfitta in Italia e in Europa è stata quella di non capire la rivoluzione che internet avrebbe portato nella nostra economia. Se avessimo avuto dei visionari, dei tecnici capaci di capire le implicazioni sociali, etiche ed economiche di quello che stavano realizzando, probabilmente l’Italia non avrebbe perso quel treno tecnologico.
Scuola di robotica lavora in anticipo sui tempi cercando di far capire alla società che sta arrivando un nuovo fenomeno, ovvero la robotica, che rivoluzionerà ancora di più e con maggior impatto, e anche con maggiori pericoli, e l’unico modo per essere pronti è preparare le nuove generazione attraverso la formazione e l’istruzione.
In particolare ci occupiamo di:
Gianmarco Veruggio è uno scienziato robotico sperimentale, nonché uno studioso delle implicazioni etiche, legali e sociali della robotica e un visionario divulgatore degli scenari futuri conseguenti all’invasione robotica della società. Dedica gran parte delle sue energie a progetti di educazione e formazione delle giovani generazioni.
Nato a Sanremo, consegue la Laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Genova nel 1980. Ha svolto a Genova tutta la sua vita professionale, prima presso Ansaldo Divisione Automazione e poi presso il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha fondato il CNR-IAN Robotlab (1989-2002), mediante il quale progetta prototipi di robot e coordina Progetti di Ricerca, nazionali e internazionali, guidando personalmente numerose Campagne Sperimentali e Spedizioni Scientifiche in Mediterraneo, Antartide e Artico.
Si dedica a progetti di divulgazione ed educazione e nel 1999 fonda a Genova l’associazione non profit “Scuola di Robotica”. Dopo i primi dieci anni da Presidente dell’associazione, ne è ora Presidente Onorario.
Nel 2002 crea il termine Roboethics (Roboetica) e propone il concetto di un’etica applicata allo sviluppo della robotica per il progresso umano e sociale. È ideatore e organizzatore del “First International Symposium on Roboethics” (Villa Nobel, Sanremo, 2004), del “EURON Roboethics Atelier” (Genova, 2006) e autore della prima Roboethics Roadmap, che anticipa molte delle problematiche attuali nel campo dell’Intelligenza Artificiale. È attualmente un punto di riferimento internazionale sul tema.
Nel 2006 riceve il Premio Regionale Ligure per l’Innovazione.
Nel 2008 riceve dall’Association of American Publishers il premio “PROSE Award for Excellence in Physical Sciences & Mathematics” nonché “Award for Engineering & Technology” come co-autore del capitolo “Roboethics: Social and Ethical Implications of Robotics”, in “Springer Handbook of Robotics”.
Nel 2009 riceve l’Onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 2015 la Fondazione Rotary International gli attribuisce il titolo di Paul Harris Fellow per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una miglior comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto il mondo.
Nel 2016 riceve il Premio FIEG “Nostalgia di Futuro 2016 – Innovazione” per il suo impegno nel campo della Roboetica.
Nata in Italia da una famiglia di insegnanti e studiosi, dai genitori ha imparato ad amare e a studiare sia l’ambito scientifico, sia quello umanistico. Dopo gli studi di filosofia, ha trascorso un periodo negli Stati Uniti, lavorando in una casa editrice a Washington, DC. Tornata a casa, ha iniziato a occuparsi di una collana di libri di divulgazione scientifica. Ha acquisito un’esperienza specifica nella divulgazione scientifica, lavorando in collaborazione con laboratori scientifici e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti, partendo dal presupposto che la ricerca scientifica e la divulgazione della conoscenza scientifica debbano andare di pari passo. La sua attività è incentrata sull’introduzione di nuovi mezzi per comunicare le scoperte e le ipotesi scientifiche a un pubblico di lettori non specializzati, utilizzando ogni forma di comunicazione (romanzi, teatro, film, documentari, musica, spot) pur mantenendo le informazioni reali e precise. Più recentemente, Operto ha cooperato con il Reparto Robotica del Consiglio Nazionale delle Ricerche per promuovere la conoscenza e la comprensione della nuova scienza robotica.
Nel 1999 è stata co-fondatrice della Scuola di Robotica, di cui è stata il secondo Presidente, dal 2009 al 2018. Nel 2004 ha collaborato con Gianmarco Veruggio nella fondazione della Roboetica, ovvero di un’etica applica che disciplini la progettazione, produzione e uso dei prodotti robotici. Ha partecipato a numerosi progetti nazionali ed internazionali nel campo delle tecnologie didattiche e della Roboetica.
Nel 2008 riceve dall’Association of American Publishers il premio “PROSE Award for Excellence in Physical Sciences & Mathematics” nonché “Award for Engineering & Technology” come co-autore del capitolo “Roboethics: Social and Ethical Implications of Robotics”, in “Springer Handbook of Robotics”.
Nel 2008 ha ricevuto il Blackberry Awards come Tecnovisionaria dell’anno per aver promosso in Italia il progetto Roberta, le ragazze scoprono i robot, ovvero l’uso di kit robotici per promuovere la curiosità e l’interesse scientifico presso le bambine e le ragazze.
Ama studiare lingue straniere, il trekking, lo yoga e i Bijoux Americani d’epoca.
Riccardo Bono è un pionieristico appassionato di computer, in grado nel corso della sua carriera di affrontare e risolvere qualunque problema, sia hardware che software, dai primi microprocessori programmati in Assembler, ai sofisticati sistemi di elaborazione e controllo dei robot dotati di intelligenza artificiale.
Nato a Ventimiglia, consegue la Laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Genova nel 1980. Ha lavorato a Genova, prima presso Ansaldo Divisione Automazione e poi presso il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e successivamente a Roma, presso il Consorzio per l’attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.
Negli anni 1981/1984 lavora presso Ansaldo, Divisione Automazione, con la qualifica di progettista di sistemi di automazione, occupandosi di progettazione e realizzazione di impianti di automazione per grandi navi.
Nel 1984 entra come ricercatore nel Consiglio Nazionale delle Ricerche, presso l’Istituto per l’Automazione Navale di Genova, ove partecipa a progetti in ambito navale e marino e dal 1989 è Responsabile del Reparto Informatico. In tale ambito, oltre ad occuparsi della gestione dei sistemi informatici e di telecomunicazione dell’Istituto, fornisce supporto e consulenza informatica alle sperimentazioni condotte dalle varie linee di ricerca.
In particolare collabora attivamente e fornisce supporto alle attività del Reparto Robotica, partecipando alla progettazione, realizzazione e sperimentazione di numerosi prototipi di robot sottomarino, nell’ambito di progetti di ricerca nazionali e internazionali. Partecipa a numerose spedizioni in Antartide (XIII 1997/98, XVII 2001/02, XVIII 2002/03, XIX 2003/04, XXI 2005/06) e in Artico come responsabile dell’Unità Operativa presso la base italiana Dirigibile Italia. (Svalbard 2002).
Nel 2009 viene comandato presso il Consorzio per l’attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, dove collabora alla programmazione e realizzazione delle attività informatiche e di automazione delle Spedizioni in Antartide. Partecipa come Responsabile dei servizi informatici della Base e Capobase a numerose Spedizioni (XXI 2005/06, XXII 2006/07, XXIII 2007/08, XXIV 2008/09, XXV 2009/10, XXVI 2010/11).
Nel 1999 è una dei tre soci fondatori dell’Associazione Scuola di Robotica, dove si dedica allo sviluppo di programmi e prototipi di kit educativi per corsi a bambini e ragazzi.
Il logo di Scuola di Robotica è stato disegnato da Emanuele Luzzati. Per spiegare come è nato dobbiamo raccontare una storia.
Nel 2000, una volta fondata l’associazione, ci rendemmo conto che questa aveva bisogno di un’immagine che ne trasmettesse lo spirito, senza rifarsi ai soliti cliché della fantascienza. Un’immagine allegra e non saccente, anticonformista e seria al tempo stesso, in grado di incuriosire senza spaventare. Ammiravamo molto il Maestro Luzzati, non solo per la bellezza delle sue opere, ma soprattutto per lo spirito giocoso dei suoi personaggi. Era proprio lo spirito con cui volevamo avvicinare i giovani a un tema complesso come la robotica. Noi avevamo provato e riprovato a disegnare il nostro logo, ma il risultato ci pareva sempre anonimo e prevedibile. Luzzati è inimitabile.
Allora, con il coraggio dell’incoscienza, ci venne l’idea: “Perché non lo chiediamo a lui?”. Facile a dirsi, però come fare a contattarlo? Pensavamo, un po’ scettici, ai mille filtri di tanti presunti personaggi importanti. E invece Fiorella prende l’elenco telefonico, trova il suo numero, alza la cornetta e gli parla.
Così, incontrammo per la prima volta Emanuele Luzzati. Che ci ascoltò, tra lo stupito e il divertito, parlare di robotica e di ragazzi. Che ci regalò, come avrebbe fatto con dei bambini, uno schizzo di Pinocchio fatto lì per lì con il nostro nome e disse che sì, certo, avrebbe provato a “fare due scarabocchi”.
Lasciammo passare alcuni giorni. Non avevamo quasi il coraggio di telefonargli per paura di disturbarlo. E invece i disegni erano pronti da qualche giorno, e tornammo nella casa di Luzzati, quella dove era nato, con l’odore di vernici e acquaragia e i flauti magici sui tappeti e Pamina e Papagheno in cucina. Gli scarabocchi erano bellissimi: due robot che sono mimi e pagliacci, misteriosi ma non minacciosi e che da allora accolgono gli allievi e i visitatori della Scuola di Robotica.
Da quel giorno abbiamo incontrato molte volte il Maestro, che con grande dolcezza e semplicità, ci ha donato altri splendidi disegni e che per questo amiamo considerare il nostro primo “sponsor”.
Indimenticabile l’immagine creata nel 2003 per il battesimo della Roboetica, un gentile robot che offre un fiore ad una bimba, divertita e incuriosita, ma anche un po’ intimorita.
I robot sono macchine e soltanto l’arte sarà in grado di dar loro un’anima.
Grazie Lele!
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