A cura di Scuola di Robotica

NAO Challenge 2020: siamo a più di 100 squadre iscritte

NAO Challenge 2020: siamo a più di 100 squadre iscritte

La mission della NAO Challenge 2020 in linea con le ricerche recenti sulla valorizzazione dei musei: tecnologie digitali e robotiche per esperienze di fruizione attiva da parte dei visitatori.

 

NAO CHALLENGE 2019-2020 La missione dell’edizione 2020 della NAO Challenge è la seguente: “Per  partecipare  le  squadre  devono  selezionare  e  presentare il destinatario/i del loro progetto e presentare le modalità con cui sono arrivati all’ideazione della soluzione proposta  attraverso  diverse  prove  che  comprendono lo studio di casi specifici, le analisi delle soluzioni esistenti e colloqui con esperti”. ISCRIZIONI: Se avete avuto problemi con la registrazione, ritardi a causa di problemi amministrativi e per ogni altro problema chiamateci al +39.347.8033903. e/o scrivete a nao@scuoladirobotica.it Il patrimonio museale italiano e le tecnologie digitali: alcune ricerche 1. Nell’ottobre del 2019 è stato pubblicato lo studio commissionato dal MIBAC (Ministero per i Beni Culturali) sui musei italiani dai punti di vista economico, sociale, culturale e ambientale. Qualche dato dallo studio. “Sono 53 milioni le persone che hanno visitato i musei italiani nel 2018 generando proventi da visitatore per circa 280 milioni di euro. I turisti culturali, cioè coloro che si sono spostati appositamente per visitare uno dei musei statali, sono stati 24 milioni. Sul fronte del lavoro, gli occupati sono di poco inferiori ai 120.000 tra diretti e indiretti, pari al 7% delle posizioni lavorative nel settore del turismo e dei servizi ricettivi”. Per lo studio, “il potenziale del patrimonio museale italiano ancora inespresso è notevole e vede una traiettoria che potrebbe incrementare l’impatto sul Pil – nell’arco dei prossimi 7 anni – fino ad arrivare a circa 40 miliardi di euro. I ricavi da visitatori potrebbero raggiungere il miliardo di euro e i posti di lavoro crescere fino alle 200mila unità”. La tecnologia digitale è entrata nei musei italiani in vario modo, sia per una migliore fruzione delle opere sia per attrarre il pubbico giovanile, abituato a usare smartphone, ipad ecc. La tecnologia digitale e robotica può garantire una migliore esperienza dei musei soprattutto perchè può rendere attivi visitatori che possono sentirsi spettatori piuttosto passivi. Lo studio: http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1570441166209_MiBACT_Musei_Sintesi_per_evento_vDef_Invio_04ott19_AS.pdf 2. L’Agenda Digitale Italiana ha trattato lo stesso argomento dal punto di vista della misurazione dell’impatto, dell’attrazione di nuovi pubblici, dello sviluppo del rapporto col pubblico esistente (Audience Engagement), e delle proposte di Esperienze e Gamification, tutto questo per trasformare sempre più i visitatori in protagonisti. Secondo la ricerca di Agenda Digitale, i nuovi visitatori, italiani e stranieri, “non sono attratti da una struttura a Roma o a Palermo solo perché lì c’è qualcosa da ‘vedere’ ma piuttosto perché c’è qualcosa da ‘fare’. Privilegiano la relazione alla fruizione, l’interazione alla contemplazione. Una volta si tornava a casa raccontando quello che si era visto, magari con foto e diapositive, oggi si racconta in tempo reale sui social quello che si fa e con chi lo si fa. Dunque valgono gli incontri, più dei luoghi”. Senza dubbio, un’esperienza museale guidata dal digitale è un evento che richiede da parte del visitatore un’adesione attiva, sia perchè occorre che egli o ella apprenda l’uso della data applicazione, sia perchè si sentirà più attivo/a nella fruizione delle opere. Inoltre, nel caso dell’impiego della Realtà Virtuale o Aumentata, queste sono esperienze che immergono il visitatore nel tempo e nella realizzazione dell’opera, garantendogli una conoscenza più approfondita ed emotiva. https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/musei-le-esperienze-digitali-che-conquistano-il-visitatore-e-quelle-che-no/ Queste ricerche ci confermano nella scelta della mission della NAO Challenge 2020: far conoscere e proteggere il patromonio culturale italiano grazie all’impiego del robot NAO. PS: Ricordiamo che a bambini e ragazzi fino a 18 anni è riservato l’ingresso gratuito in musei italiani.

A cura di Scuola di Robotica

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La mission della NAO Challenge 2020 in linea con le ricerche recenti sulla valorizzazione dei musei: tecnologie digitali e robotiche per esperienze di fruizione attiva da parte dei visitatori.

 

NAO CHALLENGE 2019-2020 La missione dell’edizione 2020 della NAO Challenge è la seguente: “Per  partecipare  le  squadre  devono  selezionare  e  presentare il destinatario/i del loro progetto e presentare le modalità con cui sono arrivati all’ideazione della soluzione proposta  attraverso  diverse  prove  che  comprendono lo studio di casi specifici, le analisi delle soluzioni esistenti e colloqui con esperti”. ISCRIZIONI: Se avete avuto problemi con la registrazione, ritardi a causa di problemi amministrativi e per ogni altro problema chiamateci al +39.347.8033903. e/o scrivete a nao@scuoladirobotica.it Il patrimonio museale italiano e le tecnologie digitali: alcune ricerche 1. Nell’ottobre del 2019 è stato pubblicato lo studio commissionato dal MIBAC (Ministero per i Beni Culturali) sui musei italiani dai punti di vista economico, sociale, culturale e ambientale. Qualche dato dallo studio. “Sono 53 milioni le persone che hanno visitato i musei italiani nel 2018 generando proventi da visitatore per circa 280 milioni di euro. I turisti culturali, cioè coloro che si sono spostati appositamente per visitare uno dei musei statali, sono stati 24 milioni. Sul fronte del lavoro, gli occupati sono di poco inferiori ai 120.000 tra diretti e indiretti, pari al 7% delle posizioni lavorative nel settore del turismo e dei servizi ricettivi”. Per lo studio, “il potenziale del patrimonio museale italiano ancora inespresso è notevole e vede una traiettoria che potrebbe incrementare l’impatto sul Pil – nell’arco dei prossimi 7 anni – fino ad arrivare a circa 40 miliardi di euro. I ricavi da visitatori potrebbero raggiungere il miliardo di euro e i posti di lavoro crescere fino alle 200mila unità”. La tecnologia digitale è entrata nei musei italiani in vario modo, sia per una migliore fruzione delle opere sia per attrarre il pubbico giovanile, abituato a usare smartphone, ipad ecc. La tecnologia digitale e robotica può garantire una migliore esperienza dei musei soprattutto perchè può rendere attivi visitatori che possono sentirsi spettatori piuttosto passivi. Lo studio: http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1570441166209_MiBACT_Musei_Sintesi_per_evento_vDef_Invio_04ott19_AS.pdf 2. L’Agenda Digitale Italiana ha trattato lo stesso argomento dal punto di vista della misurazione dell’impatto, dell’attrazione di nuovi pubblici, dello sviluppo del rapporto col pubblico esistente (Audience Engagement), e delle proposte di Esperienze e Gamification, tutto questo per trasformare sempre più i visitatori in protagonisti. Secondo la ricerca di Agenda Digitale, i nuovi visitatori, italiani e stranieri, “non sono attratti da una struttura a Roma o a Palermo solo perché lì c’è qualcosa da ‘vedere’ ma piuttosto perché c’è qualcosa da ‘fare’. Privilegiano la relazione alla fruizione, l’interazione alla contemplazione. Una volta si tornava a casa raccontando quello che si era visto, magari con foto e diapositive, oggi si racconta in tempo reale sui social quello che si fa e con chi lo si fa. Dunque valgono gli incontri, più dei luoghi”. Senza dubbio, un’esperienza museale guidata dal digitale è un evento che richiede da parte del visitatore un’adesione attiva, sia perchè occorre che egli o ella apprenda l’uso della data applicazione, sia perchè si sentirà più attivo/a nella fruizione delle opere. Inoltre, nel caso dell’impiego della Realtà Virtuale o Aumentata, queste sono esperienze che immergono il visitatore nel tempo e nella realizzazione dell’opera, garantendogli una conoscenza più approfondita ed emotiva. https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/musei-le-esperienze-digitali-che-conquistano-il-visitatore-e-quelle-che-no/ Queste ricerche ci confermano nella scelta della mission della NAO Challenge 2020: far conoscere e proteggere il patromonio culturale italiano grazie all’impiego del robot NAO. PS: Ricordiamo che a bambini e ragazzi fino a 18 anni è riservato l’ingresso gratuito in musei italiani.