A cura di Gianluca Pedemonte

Roboetica: il rapporto tra tecnologie, robotica e società

 

“Etica: In senso ampio, quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano, politico, giuridico o morale; in senso stretto, invece, l’etica va distinta sia dalla politica sia dal diritto, in quanto ramo della filosofia che si occupa più specificamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle politicamente più adeguate.”

Enciclopedia Treccani.

 

A partire dall’invenzione della ruota nel 3500 a.C. lo sviluppo di nuove competenze tecniche ha ricoperto un ruolo fondamentale nella società umana e l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita attraverso lo sviluppo di strumenti tecnici è stato costantemente presente nella mente degli esseri umani.  Tuttavia, per un periodo di tempo molto lungo, la tecnica ha avuto un impatto modesto sulla sfera sociale dell’umanità, infatti, come ricorda Kevin Kelly nel suo ‘Nuove regole per un nuovo mondo’, “in passato era molto facile ignorare la tecnologia perché non penetrava negli spazi della nostra vita ai quali abbiamo sempre veramente tenuto: la nostra rete di amicizie, lo scrivere, il dipingere, il coltivare l’arte e la cultura, le relazioni, l’identità, le associazioni civiche, la natura del lavoro, l’acquisizione di benessere, il  potere1. 

A partire dalla metà del XVIII secolo la tecnica ha iniziato a penetrare e influenzare sempre più aspetti della nostra quotidianità partendo da quello professionale ed è proprio in questo periodo che si inizia a parlare di tecnologia grazie al lavoro svolto da D.Diderot e J.B d’Alembert che raccolgono all’interno della loro Encyclopédie diverse nozioni sulla conoscenza artigiana con l’obiettivo di consentire a chiunque di diventare tecnologo2.

Da quel momento la velocità di sviluppo della tecnologia ha consentito di sviluppare applicazioni e strumenti sempre più efficienti e funzionali aumentando l’impatto sulla società e modificando completamente il rapporto uomo-macchina preesistente.

Nel corso del XX secolo questo percorso ha registrato una forte accelerazione e la tecnologia è entrata a far parte della nostra sfera sociale e privata insinuandosi nelle nostre case attraverso la radio, la televisione, la lavatrice, il computer e infine con gli smartphone, i robot, internet e i social network. Fino a quel momento la tecnologia era presente quasi esclusivamente all’interno delle fabbriche e nei laboratori di ricerca ma con l’arrivo delle tecnologie di consumo di massa il paradigma si è ribaltato e questi strumenti hanno iniziato a pervadere la nostra area sociale e personale modificando radicalmente il nostro stile di vita e le nostre abitudini.  “La tecnologia non è più esterna, aliena, periferica; sta al centro della nostra vita”3.

Nei prossimi anni il processo di sviluppo della tecnologia continuerà ad aumentare sviluppando prodotti sempre più efficienti e autonomi. Tutto quello che abbiamo visto fino adesso infatti è solo l’inizio della Rivoluzione Tecnologica e tra non molto tempo dovremo imparare a convivere con i robot che popoleranno il nostro spazio sociale e collaboreranno con noi in tutti i campi della nostra vita. 

Inoltre, la pandemia causata dal COVID-19 sarà il vettore con cui si propagherà la rivoluzione digitale e robotica proprio come la peste del ‘300 in Europa è stata l’inizio del processo di sviluppo del sistema economico capitalista. Basta pensare a come è cambiata la nostra vita a partire dall’inizio della pandemia e a quanto la tecnologia ha influito in questa situazione. 

Nei prossimi decenni ‘i robot (e la tecnologia, ndr) saranno nostri compagni, più che strumenti, di lavoro nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, nelle sale operatorie e saranno inservienti, infermieri, badanti e baby sitter in ospedali, scuole e abitazioni private3.

La diffusione capillare della tecnologia e della robotica sta modificando per sempre le nostre abitudini e lo farà in maniera radicale e irreversibile. Questo processo ci impone la necessità di pensare a come vogliamo declinare la società del futuro e a come vogliamo impostare il nostro rapporto con gli strumenti tecnologici e robotici. 

Infatti la tecnologia e la robotica stanno sollevando numerosi problemi etici, legali e sociali. L’interazione tra esseri umani e robot, per esempio, potrà creare problemi di ordine psicologico e sociale, soprattutto in categorie come i bambini e gli anziani. Ci saranno poi problemi di tipo legale e questioni relative alla responsabilità civile e penale dei robot (l’esempio delle macchine autonome è davanti ai nostri occhi). Altre aree critiche riguarderanno poi la privacy e la tutela della libertà personale, la sfera sociale, la robotica medica (di cui parliamo qui)  e militare. Aspetti e problemi legati alla diffusione di questi strumenti e mai affrontati dall’umanità.

Per evitare che questi strumenti diventino pericolosi per la sicurezza degli esseri umani e del pianeta sarà necessaria una riflessione globale che coinvolga esperti di varie discipline con l’obiettivo di studiare i rischi connessi alla diffusione di queste macchine, normare l’utilizzo nei vari settori e ridurre al minimo il rischio che la tecnologia diventi un mezzo di abusi contro l’umanità come troppo spesso è successo in passato. Ed è proprio dalla necessità di responsabilità nello sviluppo di questi strumenti che nasce la roboetica. Essa infatti è nata ufficialmente nel 2004 a Sanremo grazie agli sforzi di Fiorella Operto e Gianmarco Veruggio fondatori di Scuola di Robotica, nel primo convegno mondiale tenuto a Villa Nobel, nella casa dove visse gli ultimi anni della propria vita Alfred Nobel e dove, riflettendo sulle implicazioni etiche della sua attività, stilò il testamento che diede origine ai premi per le scienze e per la pace. 

All’alba di un nuovo decennio la tecnologia ha raggiunto tutti gli aspetti principali della nostra vita modificando le nostre abitudini, gli stili di vita, la comunicazione e le relazioni tra esseri umani. Questo ci ricorda ancora una volta la sfida che ci viene posta dallo sviluppo di questi strumenti e l’urgenza di definire una strategia per utilizzare in maniera etica e sostenibile i robot e la tecnologia.

Per farlo pubblicheremo mensilmente questa rubrica dedicata ad approfondire questi temi e andremo ad analizzare gli aspetti più ‘delicati’ del processo di diffusione delle tecnologie e della robotica nella nostra società. 

 

  1. K. Kelly, Nuove regole per un nuovo mondo, Ponte alle Grazie, Milano, 1999
  2. https://www.treccani.it/enciclopedia/tecnologia/#tecnica-1
  3. K. Kelly, Nuove regole per un nuovo mondo, Ponte alle Grazie, Milano, 1999
  4. Gianmarco Veruggio, La Roboetica: una nuova etica per una nuova scienza, Micromega

A cura di Gianluca Pedemonte

Roboetica: il rapporto tra tecnologie, robotica e società

 

“Etica: In senso ampio, quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano, politico, giuridico o morale; in senso stretto, invece, l’etica va distinta sia dalla politica sia dal diritto, in quanto ramo della filosofia che si occupa più specificamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle politicamente più adeguate.”

Enciclopedia Treccani.

 

A partire dall’invenzione della ruota nel 3500 a.C. lo sviluppo di nuove competenze tecniche ha ricoperto un ruolo fondamentale nella società umana e l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita attraverso lo sviluppo di strumenti tecnici è stato costantemente presente nella mente degli esseri umani.  Tuttavia, per un periodo di tempo molto lungo, la tecnica ha avuto un impatto modesto sulla sfera sociale dell’umanità, infatti, come ricorda Kevin Kelly nel suo ‘Nuove regole per un nuovo mondo’, “in passato era molto facile ignorare la tecnologia perché non penetrava negli spazi della nostra vita ai quali abbiamo sempre veramente tenuto: la nostra rete di amicizie, lo scrivere, il dipingere, il coltivare l’arte e la cultura, le relazioni, l’identità, le associazioni civiche, la natura del lavoro, l’acquisizione di benessere, il  potere1. 

A partire dalla metà del XVIII secolo la tecnica ha iniziato a penetrare e influenzare sempre più aspetti della nostra quotidianità partendo da quello professionale ed è proprio in questo periodo che si inizia a parlare di tecnologia grazie al lavoro svolto da D.Diderot e J.B d’Alembert che raccolgono all’interno della loro Encyclopédie diverse nozioni sulla conoscenza artigiana con l’obiettivo di consentire a chiunque di diventare tecnologo2.

Da quel momento la velocità di sviluppo della tecnologia ha consentito di sviluppare applicazioni e strumenti sempre più efficienti e funzionali aumentando l’impatto sulla società e modificando completamente il rapporto uomo-macchina preesistente.

Nel corso del XX secolo questo percorso ha registrato una forte accelerazione e la tecnologia è entrata a far parte della nostra sfera sociale e privata insinuandosi nelle nostre case attraverso la radio, la televisione, la lavatrice, il computer e infine con gli smartphone, i robot, internet e i social network. Fino a quel momento la tecnologia era presente quasi esclusivamente all’interno delle fabbriche e nei laboratori di ricerca ma con l’arrivo delle tecnologie di consumo di massa il paradigma si è ribaltato e questi strumenti hanno iniziato a pervadere la nostra area sociale e personale modificando radicalmente il nostro stile di vita e le nostre abitudini.  “La tecnologia non è più esterna, aliena, periferica; sta al centro della nostra vita”3.

Nei prossimi anni il processo di sviluppo della tecnologia continuerà ad aumentare sviluppando prodotti sempre più efficienti e autonomi. Tutto quello che abbiamo visto fino adesso infatti è solo l’inizio della Rivoluzione Tecnologica e tra non molto tempo dovremo imparare a convivere con i robot che popoleranno il nostro spazio sociale e collaboreranno con noi in tutti i campi della nostra vita. 

Inoltre, la pandemia causata dal COVID-19 sarà il vettore con cui si propagherà la rivoluzione digitale e robotica proprio come la peste del ‘300 in Europa è stata l’inizio del processo di sviluppo del sistema economico capitalista. Basta pensare a come è cambiata la nostra vita a partire dall’inizio della pandemia e a quanto la tecnologia ha influito in questa situazione. 

Nei prossimi decenni ‘i robot (e la tecnologia, ndr) saranno nostri compagni, più che strumenti, di lavoro nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, nelle sale operatorie e saranno inservienti, infermieri, badanti e baby sitter in ospedali, scuole e abitazioni private3.

La diffusione capillare della tecnologia e della robotica sta modificando per sempre le nostre abitudini e lo farà in maniera radicale e irreversibile. Questo processo ci impone la necessità di pensare a come vogliamo declinare la società del futuro e a come vogliamo impostare il nostro rapporto con gli strumenti tecnologici e robotici. 

Infatti la tecnologia e la robotica stanno sollevando numerosi problemi etici, legali e sociali. L’interazione tra esseri umani e robot, per esempio, potrà creare problemi di ordine psicologico e sociale, soprattutto in categorie come i bambini e gli anziani. Ci saranno poi problemi di tipo legale e questioni relative alla responsabilità civile e penale dei robot (l’esempio delle macchine autonome è davanti ai nostri occhi). Altre aree critiche riguarderanno poi la privacy e la tutela della libertà personale, la sfera sociale, la robotica medica (di cui parliamo qui)  e militare. Aspetti e problemi legati alla diffusione di questi strumenti e mai affrontati dall’umanità.

Per evitare che questi strumenti diventino pericolosi per la sicurezza degli esseri umani e del pianeta sarà necessaria una riflessione globale che coinvolga esperti di varie discipline con l’obiettivo di studiare i rischi connessi alla diffusione di queste macchine, normare l’utilizzo nei vari settori e ridurre al minimo il rischio che la tecnologia diventi un mezzo di abusi contro l’umanità come troppo spesso è successo in passato. Ed è proprio dalla necessità di responsabilità nello sviluppo di questi strumenti che nasce la roboetica. Essa infatti è nata ufficialmente nel 2004 a Sanremo grazie agli sforzi di Fiorella Operto e Gianmarco Veruggio fondatori di Scuola di Robotica, nel primo convegno mondiale tenuto a Villa Nobel, nella casa dove visse gli ultimi anni della propria vita Alfred Nobel e dove, riflettendo sulle implicazioni etiche della sua attività, stilò il testamento che diede origine ai premi per le scienze e per la pace. 

All’alba di un nuovo decennio la tecnologia ha raggiunto tutti gli aspetti principali della nostra vita modificando le nostre abitudini, gli stili di vita, la comunicazione e le relazioni tra esseri umani. Questo ci ricorda ancora una volta la sfida che ci viene posta dallo sviluppo di questi strumenti e l’urgenza di definire una strategia per utilizzare in maniera etica e sostenibile i robot e la tecnologia.

Per farlo pubblicheremo mensilmente questa rubrica dedicata ad approfondire questi temi e andremo ad analizzare gli aspetti più ‘delicati’ del processo di diffusione delle tecnologie e della robotica nella nostra società. 

 

  1. K. Kelly, Nuove regole per un nuovo mondo, Ponte alle Grazie, Milano, 1999
  2. https://www.treccani.it/enciclopedia/tecnologia/#tecnica-1
  3. K. Kelly, Nuove regole per un nuovo mondo, Ponte alle Grazie, Milano, 1999
  4. Gianmarco Veruggio, La Roboetica: una nuova etica per una nuova scienza, Micromega