A cura di Emanuele Micheli

Tecnologie al servizio della sostenibilità: introduzione

Riportiamo l’articolo pubblicato sul sito del progetto Rotary per la sostenibilità di cui Scuola di Robotica è partner. 

 

Era il 1972, quando per la prima volta viene presentato il concetto di equilibriobilanciamento nella crescita di un sistema. A presentare il concetto che poi definiremo in maniera moderna come sostenibilità, un documento emesso da un chapter della Commissione Europea, chiamato The Club of Rome (https://www.clubofrome.eu).

Nel loro report “I limiti della crescita” leggiamo, a proposito, che è necessario configurare “a world system that is: 1. Sustainable without sudden and uncontrolled collapse; and 2. Capable of satisfying the basic material requirement of all of its people” (trad: un sistema mondiale che è: 1. Sostenibile senza crolli improvvisi e incontrollati; e 2. In grado di soddisfare il fabbisogno materiale di base di tutti i suoi abitanti) (1)

Il termine sostenibilità viene comunemente legato a due concetti: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

Ovviamente con sostenibilità indichiamo qualcosa ancora di più complesso che prevede un terzo asse di azione (2), quello della società e un denominatore comune a questi tre assi che è la tecnologia.  Negli ultimi anni è stato introdotto anche un quarto pilastro che è la cultura. (1)

Lo sviluppo industriale (che spesso è legato a quello tecnologico) è considerato spesso   contrario alla sostenibilità ambientale e in alcuni casi anche alla sostenibilità legata alla società e all’economia.  Negli ultimi anni, fortunatamente lo sviluppo di tecnologie si sta configurando nella creazione di strumenti in grado di aiutarci nel miglioramento della sostenibilità delle nostre azioni sui tre assi indicati e molto lentamente anche sul quarto “pilastro”, la cultura.

Pensando alle grandi trivelle per l’estrazione del petrolio, alle grandi navi container che frequentano i nostri porti, alle automobili a benzina e gasolio pensiamo a una tecnologia che non rispetta l’ambiente e che ne è una sorta di distruttore. Oppure pensando alla tv spazzatura, ai video virali sui social network reputiamo che la tecnologia non si sia espressa al massimo per aiutare a migliorare una sostenibilità anche dal punto di vista culturale.  Purtroppo più volte nella storia la tecnologia si è configurata come “distruttore di mondi”, proprio come il fisico Oppenheimer si autodefinì dopo aver collaborato alla realizzazione delle bombe atomiche utilizzate nella seconda guerra mondiale.

Le nuove tecnologie su diversi settori prevedono sempre più la possibilità di essere messe al servizio di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, dell’economia e della società.

Il rischio di un uso contro l’umanità delle tecnologie attuali e future è ovviamente presente e attuale.

Poter prima di tutto documentare, monitorare l’impatto delle nostre azioni sui tre assi della sostenibilità aiuta in maniera efficace e veloce a prevedere i risultati delle nostre scelte. Quantificare, comunicare l’impatto è molto utile per guidare un vero cambiamento. Parlare di cambiamento climatico senza i dati che lo provano, giudicare l’impatto ambientale dell’inquinamento, comprendere quasi in tempo reale le conseguenze sanitarie, sociali ed economiche delle nostre scelte consentirà azioni più consapevoli, più sostenibili.

La realizzazione di sensori, cioè di strumenti in grado di quantificare alcuni dati ambientali, l’uso di sistemi di Intelligenza artificiale, la possibilità di condividere i dati a livello mondiale sono le basi per un uso positivo delle tecnologie che ci circondano.  Promuovere quindi una società dove le nostre azioni sull’ambiente vengano monitorate, quantificate consentirà di descrivere la traiettoria del nostro futuro, consentendoci azioni dal punto di vista legislativo e normativo più efficaci e comprensibili.  Oggi è possibile accedere ai cosiddetti “open Data”, dati raccolti solitamente da enti pubblici che “raccontano” le condizioni, lo stato del nostro ambiente grazie a centraline sparse su territori molto vasti.  Centraline che usano diverse tipologie di sensori e registrano quotidianamente migliaia di dati sulle condizioni dell’aria, dell’acqua e della terra. (3)

Dal punto di vista della sostenibilità lo sviluppo di reti di sensori che descrivano lo stato attuale del nostro pianeta non sono gli unici aspetti positivi. Per esempio grazie allo sviluppo di nuove tecnologie si sono resi maggiormente accessibili i luoghi della cultura, consentendo a persone con disabilità di poter conoscere il patrimonio artistico del nostro paese. Per esempio uno dei progetti che ci ha visto protagonisti, Touch arte da toccare ha consentito tramite l’uso di telefoni, macchine fotografiche la scansione 3d delle opere d’arte per poi stamparle con plastica riciclata grazie alle stampanti 3d rendendole disponibili per poter essere apprezzate attraverso un senso che spesso viene trascurato nell’apprezzare un’opera d’arte, il tatto. (4)

Dal punto di vista sociale potremo usare la tecnologia per contrastare l’isolamento e l’alienazione degli anziani (5) rendendoli più partecipi e connessi alla comunità stessa e ai propri familiari.

Le applicazioni trasversali che consentono di legare la tecnologia al concetto di sostenibilità sono molteplici e ad alcune di loro daremo maggiore spazio sui focus del sito.

Ovviamente non tutti gli usi delle tecnologie hanno un impatto positivo sui tre assi della sostenibilità e nei prossimi articoli ne terremo conto, partendo per esempio dallo sfruttamento di territori per l’estrazione delle terre rare fondamentali per la realizzazione delle batterie di nuova generazione.

Non avremo quindi un atteggiamento ingenuo o entusiastico, pessimista e distopico nei confronti della tecnologia, ma cercheremo di presentarvi le evoluzioni tecnologiche in maniera critica sotto ogni punto di vista.

 

Bibliografia

  1. Sustainability measure: What is it and how do we measure it? https://medium.com/@michael.b_64216/sustainability-measure-what-is-it-and-how-do-we-measure-it-ccc5231d284e
  2. WCED (The World Commission on Environment and Development) (1987)). Report of the World Commission on Environment and Development: Our common future. United Nations. http://www.un-documents.net/our-common-future.pdf
  3. https://www.dati.gov.it
  4. http://luomodilatta.scuoladirobotica.it/2017/11/touch-arte-da-toccare/
  5. https://www.forbes.com/sites/amyblankson/2018/09/07/4-ingenious-technologies-to-help-aging-adults-stay-connected-and-engaged/

 

A cura di Emanuele Micheli

Tecnologie al servizio della sostenibilità: introduzione

Riportiamo l’articolo pubblicato sul sito del progetto Rotary per la sostenibilità di cui Scuola di Robotica è partner. 

 

Era il 1972, quando per la prima volta viene presentato il concetto di equilibriobilanciamento nella crescita di un sistema. A presentare il concetto che poi definiremo in maniera moderna come sostenibilità, un documento emesso da un chapter della Commissione Europea, chiamato The Club of Rome (https://www.clubofrome.eu).

Nel loro report “I limiti della crescita” leggiamo, a proposito, che è necessario configurare “a world system that is: 1. Sustainable without sudden and uncontrolled collapse; and 2. Capable of satisfying the basic material requirement of all of its people” (trad: un sistema mondiale che è: 1. Sostenibile senza crolli improvvisi e incontrollati; e 2. In grado di soddisfare il fabbisogno materiale di base di tutti i suoi abitanti) (1)

Il termine sostenibilità viene comunemente legato a due concetti: sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.

Ovviamente con sostenibilità indichiamo qualcosa ancora di più complesso che prevede un terzo asse di azione (2), quello della società e un denominatore comune a questi tre assi che è la tecnologia.  Negli ultimi anni è stato introdotto anche un quarto pilastro che è la cultura. (1)

Lo sviluppo industriale (che spesso è legato a quello tecnologico) è considerato spesso   contrario alla sostenibilità ambientale e in alcuni casi anche alla sostenibilità legata alla società e all’economia.  Negli ultimi anni, fortunatamente lo sviluppo di tecnologie si sta configurando nella creazione di strumenti in grado di aiutarci nel miglioramento della sostenibilità delle nostre azioni sui tre assi indicati e molto lentamente anche sul quarto “pilastro”, la cultura.

Pensando alle grandi trivelle per l’estrazione del petrolio, alle grandi navi container che frequentano i nostri porti, alle automobili a benzina e gasolio pensiamo a una tecnologia che non rispetta l’ambiente e che ne è una sorta di distruttore. Oppure pensando alla tv spazzatura, ai video virali sui social network reputiamo che la tecnologia non si sia espressa al massimo per aiutare a migliorare una sostenibilità anche dal punto di vista culturale.  Purtroppo più volte nella storia la tecnologia si è configurata come “distruttore di mondi”, proprio come il fisico Oppenheimer si autodefinì dopo aver collaborato alla realizzazione delle bombe atomiche utilizzate nella seconda guerra mondiale.

Le nuove tecnologie su diversi settori prevedono sempre più la possibilità di essere messe al servizio di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, dell’economia e della società.

Il rischio di un uso contro l’umanità delle tecnologie attuali e future è ovviamente presente e attuale.

Poter prima di tutto documentare, monitorare l’impatto delle nostre azioni sui tre assi della sostenibilità aiuta in maniera efficace e veloce a prevedere i risultati delle nostre scelte. Quantificare, comunicare l’impatto è molto utile per guidare un vero cambiamento. Parlare di cambiamento climatico senza i dati che lo provano, giudicare l’impatto ambientale dell’inquinamento, comprendere quasi in tempo reale le conseguenze sanitarie, sociali ed economiche delle nostre scelte consentirà azioni più consapevoli, più sostenibili.

La realizzazione di sensori, cioè di strumenti in grado di quantificare alcuni dati ambientali, l’uso di sistemi di Intelligenza artificiale, la possibilità di condividere i dati a livello mondiale sono le basi per un uso positivo delle tecnologie che ci circondano.  Promuovere quindi una società dove le nostre azioni sull’ambiente vengano monitorate, quantificate consentirà di descrivere la traiettoria del nostro futuro, consentendoci azioni dal punto di vista legislativo e normativo più efficaci e comprensibili.  Oggi è possibile accedere ai cosiddetti “open Data”, dati raccolti solitamente da enti pubblici che “raccontano” le condizioni, lo stato del nostro ambiente grazie a centraline sparse su territori molto vasti.  Centraline che usano diverse tipologie di sensori e registrano quotidianamente migliaia di dati sulle condizioni dell’aria, dell’acqua e della terra. (3)

Dal punto di vista della sostenibilità lo sviluppo di reti di sensori che descrivano lo stato attuale del nostro pianeta non sono gli unici aspetti positivi. Per esempio grazie allo sviluppo di nuove tecnologie si sono resi maggiormente accessibili i luoghi della cultura, consentendo a persone con disabilità di poter conoscere il patrimonio artistico del nostro paese. Per esempio uno dei progetti che ci ha visto protagonisti, Touch arte da toccare ha consentito tramite l’uso di telefoni, macchine fotografiche la scansione 3d delle opere d’arte per poi stamparle con plastica riciclata grazie alle stampanti 3d rendendole disponibili per poter essere apprezzate attraverso un senso che spesso viene trascurato nell’apprezzare un’opera d’arte, il tatto. (4)

Dal punto di vista sociale potremo usare la tecnologia per contrastare l’isolamento e l’alienazione degli anziani (5) rendendoli più partecipi e connessi alla comunità stessa e ai propri familiari.

Le applicazioni trasversali che consentono di legare la tecnologia al concetto di sostenibilità sono molteplici e ad alcune di loro daremo maggiore spazio sui focus del sito.

Ovviamente non tutti gli usi delle tecnologie hanno un impatto positivo sui tre assi della sostenibilità e nei prossimi articoli ne terremo conto, partendo per esempio dallo sfruttamento di territori per l’estrazione delle terre rare fondamentali per la realizzazione delle batterie di nuova generazione.

Non avremo quindi un atteggiamento ingenuo o entusiastico, pessimista e distopico nei confronti della tecnologia, ma cercheremo di presentarvi le evoluzioni tecnologiche in maniera critica sotto ogni punto di vista.

 

Bibliografia

  1. Sustainability measure: What is it and how do we measure it? https://medium.com/@michael.b_64216/sustainability-measure-what-is-it-and-how-do-we-measure-it-ccc5231d284e
  2. WCED (The World Commission on Environment and Development) (1987)). Report of the World Commission on Environment and Development: Our common future. United Nations. http://www.un-documents.net/our-common-future.pdf
  3. https://www.dati.gov.it
  4. http://luomodilatta.scuoladirobotica.it/2017/11/touch-arte-da-toccare/
  5. https://www.forbes.com/sites/amyblankson/2018/09/07/4-ingenious-technologies-to-help-aging-adults-stay-connected-and-engaged/