A cura di Fiorella Operto

Laura Capelli: le ragazze non sono brave in matematica? Stereotipi e realtà

Nell’ambito del progetto Erasmus plus NO GENDER GAP abbiamo chiesto alla Prof.ssa Laura Capelli di parlarci del gap di genere nella scuola italiana, per le materie scientifiche,  rispetto ai risultati delle studentesse confrontati con quelli dei colleghi maschi.

La Prof.ssa Capelli ha insegnato matematica ed è stata la Referente per l’educazione scientifica, tecnologica e ambientale presso l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria.

L’intervista è stata curata da Stefania Operto, Scuola di Robotica.

Il testo dell’intervista è allegato qui    Laura_Capelli_Intervista_testo.

Di seguito, alcuni passi dell’intervista.

Laura Capelli

Resta comunque questo gap che non si rispecchia nell’andamento scolastico delle ragazze che spesso, realtà in matematica vanno molto meglio dei maschi e quindi ci si domanda qual è il motivo per cui poi non riescono nelle prove Pisa.

Ci sono due osservazioni: la prima è che i test delle prove Pisa sono stati effettivamente scritti, costruiti per un immaginario maschile. Io porto sempre questo esempio: un test Pisa riguardava il circuito di un’auto da corsa, era rappresentata la forma del circuito sul test e un grafico velocità/tempo e veniva chiesto agli studenti, tra le altre domande, quali fossero i punti in cui l’accelerazione era maggiore. Questo testo è stato presentato da un docente alla sua classe (chiarisco che sono molti i test cui i docenti possono accedere e presentare alla classe per prepararli alle prove, non sono i test che saranno rilasciati perché quelli rimangono criptati, però sono test che sono in linea con gli altri) e un suo studente ha risposto immediatamente guardando semplicemente il circuito. L’insegnante ha chiesto come ha fatto a rispondere esattamente in così breve tempo e o studente ha detto “Beh io faccio moto da cross e quanto vado su un circuito così so esattamente dove devo accelerare”.

Questo è un esempio di test che è più adatto a un immaginario maschile e sono moltissimi gli latri test parametrizzati su degli standard di apprendimento legati più al mondo dei maschi che a quello delle femmine.

C’è un’altra osservazione da fare: le femmine sono in genere a scuola molto più competitive dei maschi nella generalità dei casi perché loro vogliono raggiungere gli obiettivi. Per questo, si adattano al modello di insegnante che hanno. Se l’insegnante che hanno propone un modello ripetitivo, molto molto scolastico le ragazze diventano bravissime seguendo quel modello. Questa tendenza all’adattamento elle femmine le porta a perdere un po’ di autonomia di pensiero, cosa che i maschi non perdono perché sono più negligenti, più disinteressati e pensano di più a quello che vogliono fare loro piuttosto a quello che gli viene detto di fare. Questo è un po’ il limite che certe volte le ragazze hanno.

A cura di Fiorella Operto

Laura Capelli: le ragazze non sono brave in matematica? Stereotipi e realtà

Nell’ambito del progetto Erasmus plus NO GENDER GAP abbiamo chiesto alla Prof.ssa Laura Capelli di parlarci del gap di genere nella scuola italiana, per le materie scientifiche,  rispetto ai risultati delle studentesse confrontati con quelli dei colleghi maschi.

La Prof.ssa Capelli ha insegnato matematica ed è stata la Referente per l’educazione scientifica, tecnologica e ambientale presso l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria.

L’intervista è stata curata da Stefania Operto, Scuola di Robotica.

Il testo dell’intervista è allegato qui    Laura_Capelli_Intervista_testo.

Di seguito, alcuni passi dell’intervista.

Laura Capelli

Resta comunque questo gap che non si rispecchia nell’andamento scolastico delle ragazze che spesso, realtà in matematica vanno molto meglio dei maschi e quindi ci si domanda qual è il motivo per cui poi non riescono nelle prove Pisa.

Ci sono due osservazioni: la prima è che i test delle prove Pisa sono stati effettivamente scritti, costruiti per un immaginario maschile. Io porto sempre questo esempio: un test Pisa riguardava il circuito di un’auto da corsa, era rappresentata la forma del circuito sul test e un grafico velocità/tempo e veniva chiesto agli studenti, tra le altre domande, quali fossero i punti in cui l’accelerazione era maggiore. Questo testo è stato presentato da un docente alla sua classe (chiarisco che sono molti i test cui i docenti possono accedere e presentare alla classe per prepararli alle prove, non sono i test che saranno rilasciati perché quelli rimangono criptati, però sono test che sono in linea con gli altri) e un suo studente ha risposto immediatamente guardando semplicemente il circuito. L’insegnante ha chiesto come ha fatto a rispondere esattamente in così breve tempo e o studente ha detto “Beh io faccio moto da cross e quanto vado su un circuito così so esattamente dove devo accelerare”.

Questo è un esempio di test che è più adatto a un immaginario maschile e sono moltissimi gli latri test parametrizzati su degli standard di apprendimento legati più al mondo dei maschi che a quello delle femmine.

C’è un’altra osservazione da fare: le femmine sono in genere a scuola molto più competitive dei maschi nella generalità dei casi perché loro vogliono raggiungere gli obiettivi. Per questo, si adattano al modello di insegnante che hanno. Se l’insegnante che hanno propone un modello ripetitivo, molto molto scolastico le ragazze diventano bravissime seguendo quel modello. Questa tendenza all’adattamento elle femmine le porta a perdere un po’ di autonomia di pensiero, cosa che i maschi non perdono perché sono più negligenti, più disinteressati e pensano di più a quello che vogliono fare loro piuttosto a quello che gli viene detto di fare. Questo è un po’ il limite che certe volte le ragazze hanno.