| ROBERTA - Le Ragazze scoprono i robot |
Descrizione: Roberta non è una ragazza, è un robot. È il nome scelto per un robot da un’associazione di donne imprenditrici della Repubblica Federale della Germania. È anche il nome di un progetto, finanziato dal 2001 dal Ministero dell’Istruzione della Germania, dedicato a promuovere la robotica tra le studentesse degli istituti primari e secondari. Il Ministero dell’Istruzione tedesco aveva evidenziato, già alcuni anni fa, un calo significativo delle iscrizioni di ragazze a istituti secondari e facoltà tecnico scientifiche, con un conseguente declino di giovani scienziati. È chiaro che le donne europee sono un potenziale non utilizzato, nei settori della ricerca scientifica e delle professioni collegate alla scienza e alla tecnologia. |
Roberta in Italia: Nel 2006, i partner tedeschi del progetto Roberta hanno deciso di estendere il progetto a tutta l’Europa. Sono stati così selezionati partner in Austria, Italia, Regno Unito e Svezia. L’obiettivo è quello di creare una rete di istituti che adottino la metodologia di Roberta per le loro alunne. I corsi e il materiale sono stati tradotti nelle lingue nazionali. Scuola di Robotica è, con il Dipartimento di Informatica e Sistemistica della Sapienza Università di Roma, Centro Regionale per l’Italia. Scuola di Robotica e il DIS di Roma potranno certificare, a nome dell’Istituto Fraunhofer IAIS (iniziatore del progetto Roberta) gli insegnanti che avranno partecipato al corso come esperti della metodologia del progetto. Questi insegnanti potranno, al loro volta, dare vita a progetti, in collaborazione con i Centri regionali italiani. Motivazioni: La Robotica è un settore che sta acquistando sempre maggiore importanza scientifica, economica e culturale ed è una delle chiavi dell'attuale rivoluzione industriale e culturale. Il profilo particolare di questa nuova scienza implica - e promuove - una brillante attitudine creativa negli studenti che intendono intraprenderne la carriera. Inoltre, lo studio e l’applicazione della Robotica sviluppano negli studenti un atteggiamento nuovo ed attivo verso le nuove tecnologie. Secondo importanti esperienze educative (Papert e altri) , infatti, l’impiego dei robot nella didattica, offre, se paragonato ad altri strumenti, molti interessanti vantaggi, derivanti dalle caratteristiche del mezzo. Infatti: i robot sono oggetti reali tridimensionali che si muovono nello spazio e nel tempo e che possono simulare alcuni tratti del il comportamento umano e animale; I giovani apprendono più rapidamente e facilmente se hanno a che fare con oggetti concreti che soltanto operando su formule ed astrazioni, come sarebbe se i ragazzi si impegnassero semplicemente a programmare un computer; La motivazione di far funzionare una macchina intelligente e farla funzionare è molto potente. Il fascino che hanno i robot sui bambini e sui ragazzi fa sì che anche i più piccoli possano esplorare, mediante questi sofisticati giocattoli intelligenti, il campo dell’ingegneria e delle scienze esatte, da una prospettiva divertente. Nel mondo anglosassone (es. al Robotics Institute della Università Carnegie Mellon di Pittsburg), i robot vengono impiegati abbastanza diffusamente fin dalle elementari, con interessanti risultati, per illustrare concetti fondamentali di ingegneria, fisica, elettronica, programmazione e automazione. In particolare, grande successo è stato riscontrato quando i robottini sono stati utilizzati per l’insegnamento in classi composte da ragazzine. Secondo queste ricerche [Mills, 1996, Greenfield, 1997], le ragazzine tendono a perdere interesse verso le materie scientifiche nel corso delle scuole medie: il lavoro sui robot, in questo caso, ha mantenuto vivo l’interesse scientifico associandolo ad uno sviluppo della manualità e del lavoro cooperativo. Inoltre, questi stessi studenti hanno spesso sviluppato interesse per materie come la biologia e lo zoologia, attraverso gli esperimenti su creature artificiali, attività che può essere paragonata a lavori di etologia sintetica. Scopo: La diverse opportunità nella vita tra i generi è uno dei determinanti universali delle civiltà, ed è senza dubbio un problema assai complesso. Una civiltà sensibile ed evoluta dovrebbe tenere sotto controllo diversi misuratori relativi al proprio andamento; uno dei più importanti è proprio la valorizzazione e la promozione delle competenze femminili nella scienza. “Amo troppo la scienza per privarla dell’intelligenza delle donne”, ha affermato Roald Hoffmann, chimico teorico e premio Nobel 1981 per la chimica. È anche la scienza, a perderci, dall’assenza femminile; non solo le donne. Il basso numero di presenze femminili nelle professioni scientifiche rispetto alla maggiore quota maschile corrisponde a ragioni storiche e sociali. E laddove la società operi per promuovere la conoscenza e l’interesse verso le scienze tra le bambine e le ragazze, i risultati sono evidenti e felicissimi. È questo il caso del progetto tedesco Roberta. Risultati: Il progetto Roberta ha già ottenuto intortanti successi. Uno studio dell’Università di Brema sulle bambine/ragazze che hanno seguito i cosi di Roberta (800 partecipanti) ha mostrato che gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti (promozione dell’apprendimento globale; dell’apprendimento delle scienze; del lavoro di gruppo di problemi scientifici e tecnologici). Inoltre, il 94 per cento delle ragazze/bambine che hanno partecipato la Progetto hanno espresso commenti positivi e lo hanno consigliato alle loro amiche. Un esempio: anche dopo solo due ore del primo corso di Roberta, la maggior parte delle bambine hanno espresso la loro gioia nel sentirsi più sicure nell’uso del computer o nell’apprendimento delle scienze. |
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Introduzione: Roberta in Italia Nel 2006, i partner tedeschi del progetto Roberta hanno deciso di estendere il progetto a tutta l’Europa. Sono stati così selezionati partner in Austria, Italia, Regno Unito e Svezia. L’obiettivo è quello di creare una rete di istituti che adottino la metodologia di Roberta per le loro alunne. I corsi e il materiale sono stati tradotti nelle lingue nazionali. Scuola di Robotica è, con il Dipartimento di Informatica e Sistemistica della Sapienza Università di Roma, Centro Regionale per l’Italia. Scuola di Robotica e il DIS di Roma potranno certificare, a nome dell’Istituto Fraunhofer IAIS (iniziatore del progetto Roberta) gli insegnanti che avranno partecipato al corso come esperti della metodologia del progetto. Questi insegnanti potranno, al loro volta, dare vita a progetti, in collaborazione con i Centri regionali italiani.








